Un pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Canneto, se fatto a piedi passando da Grotta Campanaro, o con la macchina da Settefrati, è una parte essenziale della visita in questa antica terra. Interessante non soltanto dal punto di vista religioso, ma anche da quello storico, turistico ed archeologico. La valle di Canneto è ideale per chi cerca la solitudine e la quiete a contatto con la natura.

La Valle di Canneto si trova all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo ed è una diramazione della Val Comino. Questa posizione strategica, quale via di transito, ha fatto sì che la valle, sin dal periodo pre-romano, abbia avuto un ruolo importante nello scambio di popolazioni su entrambi i lati degli Appennini, un ruolo accentuato dalla presenza di miniere di ferro di cui ha iniziato lo sfruttamento nell’antichità e che è continuato fino alla metà del XIX secolo.

Nel 1958, mentre si analizzava la sorgente del fiume Melfa (Capodacqua), sono stati trovati i resti di un tempio con monete e vasi di terracotta votivi risalenti al IV-III secolo a.C. La scoperta ha confermato la teoria che l’area occupata dal Santuario cristiano era – in tempi pagani – un luogo di culto dedicato alla dea Mefite. Si tratta di una divinità delle acque, della fertilità dei campi e della fertilità femminile.

santuario_di_cannetoIl documento che attesta l’esistenza della chiesa di Canneto risale 1288. Mentre al 1475 i cardinali Bartolomeo Roverella e Giuliano della Rovere, con una Bolla, “Deum placare”, (conservata nell’archivio di Monte Cassino), concedettero l’indulgenza di cento giorni per i pellegrini che avrebbero visitato il Santuario in particolari ricorrenze, tra cui l’ottavo della Festa dell’Assunta, cioè il 21 e 22 agosto.

La storia testimonia che nel 1574 le celebrazioni duravano cinque giorni e ci sono testimonianze che nel 1639 proprio il giorno del 22 Agosto fosse il giorno in cui culminavano i festeggiamenti.

L’attuale chiesa conserva pochissimi resti antichi, la facciata risale agli anni venti del secolo scorso, e il resto del santuario è stato completamente ricostruito negli anni settanta. Gran parte dei resti architettonici del secolo scorso sono conservati nel seminterrato del Santuario, fra cui l’antico portale d’ingresso, che riporta l’iscrizione che registrava la ricostruzione fatta nel 1857 con il sostegno finanziario del re Ferdinando II di Napoli e una buona collezione di ex voto.

La statua lignea della Madonna è molto più antica (secoli XIII-XIV), più di recente è stata coperta da un manto di seta ricamata in oro e sormontata da una corona d’oro.

Molto sentito è il culto popolare e religioso legato alla madonna nera: molti fedeli custodi delle tradizioni sono proprio i residenti all’estero, che ogni anno ritornano per il pellegrinaggio.

Il santuario è meta di molti fedeli che qui si recano durante l’anno, ma soprattutto per le feste che hanno inizio a Settefrati il 18 agosto: proprio in questa data dai paesi della provincia di Frosinone e dal Molise partono a piedi i pellegrini verso Picinisco. Il loro arrivo, tra il 19 e il 20, segna l’inizio delle celebrazioni dove si sommano le due feste, sia quella dedicata a Santa Maria e quella della Madonna di Canneto. Una folla di pellegrini anima tutto il paese di Picinisco fino alla partenza del 21 agosto.

Oltre alle visite individuali, i fedeli, per antica tradizione, vengono a Canneto organizzati in “compagnie”, precedute dai loro stendardi. Recentemente il pellegrinaggio a piedi ha vissuto una rinascita, soprattutto tra i giovani. Nel pomeriggio del 21 agosto tutte le aziende presenti in un grande corteo fanno la parata dell’Eucaristia che giunge fino alla fonte del Melfa. Molti sono soliti fare gli ultimi metri in ginocchio (e molti altri fanno l’intero tragitto a piedi nudi), e quando hanno lasciato la chiesa camminano all’indietro, per non dare le spalle alla Vergine.